REFERENDUM 17 APRILE: IL PARCO DEL POLLINO SPOSA IL SI

L’ente prende ufficialmente posizione nella campagna per il voto del 17 aprile. Il Consiglio direttivo approva la proposta di Ferdinando Laghi

L’ente Parco nazionale del Pollino sposa la battaglia del coordinamento No triv per il sì al referendum del 17 aprile. La delibera nasce dalla proposta del consigliere Ferdinando Laghi, nominato di recente nel direttivo in rappresentanza delle associazioni ambientaliste.

Il testo votato. Questo l’ordine del giorno votato nei giorni scorsi: Il presidente e il consiglio direttivo dell’ente Parco nazionale del Pollino, considerato che è in corso la campagna referendaria in vista della votazione del 17 aprile, avente per oggetto il rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare entro le 12 miglia dalla costa finalizzate alla ricerca e all’estrazione di combustibili fossili, ritengono di dover prendere ufficialmente posizione al riguardo. Un ente di governo per la tutela di un’area protetta, qual è quella del Parco nazionale del Pollino, infatti, non può non sostenere iniziative che tutelino l’ambiente – marino o terrestre – e concomitantemente la salute e le attività di quanti lo abitano. Le trivellazioni in generale e nello specifico quelle in mare sono impattanti su ambiente e salute anche in condizione di normalità di esercizio. Come ogni attività umana, inoltre, non si può certamente escludere la possibilità di errori umani o incidenti di varia natura che determinino accadimenti non controllabili, con danni conseguenti di entità imprevedibile. Le cronache di questi anni sono punteggiate da disastri ambientali di questa origine, alcuni dei quali addirittura di impossibile quantizzazione già nei soli aspetti economici, per le proporzioni degli incidenti e le loro ricadute – su ecosistemi e attività umane – anche prospettiche. A tale riguardo impedire con il referendum il rinnovo delle concessioni ha anche l’obiettivo di salvaguardare tutto il comparto turistico della costa jonica calabro-lucana interessata da tali attività estrattive. Queste preoccupazioni sono ancora maggiori, visto l’ambito delle trivellazioni oggetto del referendum – il mare – e per le caratteristiche dei nostri mari , notoriamente bacini chiusi a lentissimo ricambio d’acqua e dalle difficili condizioni di auto depurazione, queste ultime peggiorate nel tempo, proprio a motivo di attività antropiche. Per tutte queste considerazioni, dunque, l’ente Parco nazionale del Pollino appoggia le ragioni del Coordinamento nazionale No-Triv, invitando i cittadini a recarsi alle urne il 17 aprile prossimo, per sostenere questa iniziativa di partecipazione democratica in difesa di ambiente e salute.